Il Marocco nei blog, crescono le voci libere
Il fenomeno dei blog avanza senza arrestarsi anche in Marocco ed è diventato uno dei principali mezzi con cui poter esercitare la libertà di espressione nel paese. Partito nel 2003 fra l’elite francofona dell’asse Rabat-Casablanca, negli ultimi anni è andato diffondendosi sempre più fino a raggiungere ogni città.
Secondo gli organizzatori del Maroc Blog Awards, i blog marocchini su internet in questo momento sono circa 40000, un numero che porta il Marocco in testa fra i vari paesi del Maghreb. I blogger marocchini attualmente sono di ogni estrazione sociale e di entrambi i sessi, bloggano soprattutto in arabo e in francese, ma non manca chi lo fa in spagnolo o in inglese. Tra di loro si scambiano informazioni di attualità, analizzano la situazione politica del paese e naturalmente scrivono il loro punto di vista su quello che succede nel mondo. I blog nel Marocco finora hanno svolto un ruolo fondamentale nel denunciare la repressione delle forze di polizia in occasione di incidenti o nell’informare sui problemi della popolazione durante le inondazioni dello scorso inverno, così come in numerose altre occasioni in cui hanno potuto esprimere liberamente il proprio pensiero. Vari blogger divulgano foto e video degli eventi e questo li ha resi un aiuto prezioso anche per molti organi di stampa stranieri.
Ma non ci sono solo i blog: un altro dato importante è rappresentato dagli oltre 100000 marocchini sulla rete di Facebook, è crescente infatti anche l’interesse verso i vari social network.
Attualmente in Marocco 7 milioni di persone utilizzano Internet e si vendono ogni anno 120mila computer, ma l’apertura verso una maggiore libertà di espressione non avanza, purtroppo, senza intoppi ed incidenti. Lo scorso anno il giovane Fouad Mourtada venne arrestato per aver creato un falso profilo su Facebook del fratello di re Mohamed VI. Condannato a tre anni di prigione, venne graziato dopo 43 giorni per merito della grande campagna di solidarietà sollevata in tutto il mondo. Sempre nel 2008 il blogger Mohamed Erraji fu condannato a due anni di prigione per aver criticato in un suo post il comportamento di Mohamed VI, che a suo dire spinge il popolo marocchino ad accontentarsi di quello che ha piuttosto che lavorare duramente per migliorare la propria condizione. Anch’egli in seguito venne assolto grazie alla campagna di solidarietà nata dopo il suo arresto. La strada che porta alla libertà di espressione in Marocco è ancora molto lunga e gli incidenti che vi succedono sono davvero tanti, troppi.
7/03/2009
